martedì 30 luglio 2013

Sul tema del giorno, la sentenza di Cassazione...

Oggi non sarò tra quelli che farà il tifo per una sentenza. Vorrei che la stabilità del Governo dipendesse dal merito delle sue proposte (valutate dai cittadini) e non dai processi di UNO SOLO degli oltre 680 parlamentari che lo sostengono.
Tra l'altro una sola persona che poteva essere dichiarata ineleggibile tanti anni fa, per il palese conflitto d'interessi che deteneva con le sue televisioni (ci serviva solo una vera opposizione in Parlamento...).
Berlusconi è il simbolo di un'era politica di conflitti d'interesse che coinvolge tutti i partiti. Quelli di B. erano i più evidenti, ma poi c'erano altri parlamentari, i consiglieri regionali, provinciali e comunali, di tutti i partiti che per anni hanno utilizzato le loro aziende e cooperative per dare posti di lavoro in cambio di consensi. Aziende e cooperative che lavoravano principalmente con enti pubblici in appalto o affidamento diretto. Tutte aziende che ora stanno fallendo, perché evidentemente insostenibili. E con loro scompaiono "i pacchetti" di voti.

È per questo che si è sempre protetto B., a tal punto che l'unica legge sul conflitto d'interessi in Italia l'hanno lasciata fare proprio a lui nel 2004...
Oggi quelle stesse forze politiche che si sono sempre dichiarate sue acerrime nemiche, sono dovute uscire allo scoperto per difendersi dall'arrivo del Movimento 5 Stelle. Per sopravvivere hanno dovuto unirsi palesemente (un po' come le aziende che si consorziano nei periodi di crisi).

L'importanza che le forze di maggioranza hanno dato a questo processo "mediaset" ha rischiato di diventare un'intimidazione per la stessa magistratura (così da tentare di sopravvivervi ancora una volta).

Fortunatamente questa gente non fa paura più a nessuno, perciò qualunque sarà l'esito dei processi, il declino di questo modo di fare politica (con l'inciucio) è in ogni caso inesorabile.