mercoledì 13 novembre 2013

IL BIPOLARISMO CHE NON E' MAI ESISTITO E LA LEGGE ELETTORALE


Dal 1992 ad oggi assistiamo ciclicamente alla formazione e successiva disgregazione dei partiti italiani. Tutti partono con la teoria del "Paese bipolarista", in prossimità delle elezioni provano a spiegare agli italiani che le loro coalizioni (create 3 mesi prima del voto) rappresentano l'una la destra e l'altra la sinistra. Ma già prima di arrivare in Parlamento iniziano i mal di pancia nella formazione delle liste, negli accordi preliminari (quelli del tipo: "se prendi più del 7% avrai un ministero, se più del 8% due ministeri, etc etc), e passano la campagna elettorale a millantare un unità che puntualmente si rivela fittizia.
Arrivati in Parlamento, a maggior ragione da quando c'è il porcellum, iniziano le notti dei lunghi coltelli, dove viene fuori la vera natura di queste finte coalizioni votate al finto bipolarismo. Puntualmente qualche accordo non viene rispettato, qualche poltrona non viene elargita e forse l'unica ragione che fa restare "fedeli" alcuni partiti è il ricatto locale: "se tu fai il voltagabbana a Roma, noi ti facciamo cadere quella giunta comunale o quella giunta regionale".

E' già successo. Siete andati a votare per Sel pensando fosse alleato del PD e poi alla fine scoprite che è disposto a dare la fiducia ad Alfano e Quagliariello, ma per-il-bene-del-paese (!!!).
In realtà IL BIPOLARISMO in Italia è solo un esperimento in laboratorio che puntualmente non riesce. Prima di tutto perchè quello che dovrebbe essere uno dei due "poli" è soltanto un collage di vari soggetti politici spesso improvvisati, il cui collante sono i veti incrociati sul territorio o l'interesse per partiti piccoli come Sel e Lega di superare gli sbarramenti (che in coalizione sono più bassi) o ancora gli interessi finanziari e il ricatto.

I partiti di questi ultimi 6-7 anni sono in via si disgregazione, ancora una volta. Il PDL è allo sfascio. Presto nascerà un altro gruppo parlamentare. Il Pd è in pieno terremoto, con Fioroni che vuole abbandonare. Scelta Civica è tecnicamente sciolta. Sel e Lega pagano lo scotto di non esser stati coerenti. Prima critichi il Pd o il Pdl e poi ti ci allei.
Nulla di nuovo sotto al sole direte. E' vero. Ma in questi giorni queste questioni stanno influenzando un altro dibattito importante, quello sulla Legge Elettorale: è una guerra di posizioni e di immobilismo quella a cui stiamo assistendo in queste ore, dove la commissione affari costituzionali del Senato è praticamente in stallo. Infatti se Alfano, Monti, Fioroni etc, non capiscono il loro destino, non è chiaro neanche se vogliono o meno un sistema bipolare, se vogliono o meno le preferenze, se vogliono o meno nuove elezioni..

Così è se vi pare, sempre e comunque. Siamo un Paese bipolare se a loro conviene, altrimenti "evviva la pluralità di vedute".
In tutta questa storia si inserisce il Movimento 5 Stelle: siamo sempre andati da soli alle elezioni. Ai comuni, alle regioni e in Parlamento. Con sistemi elettorali sempre diversi, facendo mai scelte di convenienza. Continuiamo a chiedere un sistema elettorale che dia centralità al Parlamento e più potere alle opposizioni (in ogni caso, anche se vogliamo diventare maggioranza al prossimo giro). Siamo stati sempre accusati di "non volerci alleare con nessuno, di minare il bipolarismo, etc etc". Scommettiamo che se si forma il nuovo partito dalle scissioni di Pd e Pdl, queste accuse non ce le faranno più?
E' già successo, quando alle ultime elezioni Monti si candidò come terzo incomodo tra Pd e Pdl, nessuno osò parlare più di voto utile in campagna elettorale, nessuno osò dire che Monti minava il bipolarismo (anche perchè Monti sapeva di loro vita morte e miracoli, e solo questo basta a produrre il tanto celebrato "fair play politico").

Si cuciranno anche stavolta il vestito su misura. Stanno solo aspettando di capire in quanti sono. Gli unici coerenti restiamo noi che non dipendiamo da nessuno.