lunedì 20 gennaio 2014

SALVATORE MICILLO E LA SUA LEGGE.


Stasera sono stato ad Aversa, nel bel mezzo della Terra dei Fuochi. Un evento stupendo organizzato dal Meetup locale. Io e Salvatore Micillo (nostro Deputato alla Commissione Giustizia, da sempre in prima fila per le battaglie ambientali del territorio) abbiamo ricordato ai cittadini Campani che la partita per salvare la nostra terra si sta giocando in questi giorni. E non bisogna abbassare la guardia.
Mentre Renzi, Berlusconi, Letta e Alfano tramano per capire quale sistema elettorale li puó favorire alle prossime elezioni, la Camera sta approvando il Decreto "Terra dei Fuochi", un testo vuoto che rischia di diventare un enorme spot elettorale per rifare la verginità politica alla De Girolamo. A proposito: per me chi gioca con la sanità, gioca con la vita delle persone. "Nunzia" se ne deve andare il prima possibile a casa. Al di là delle inchieste. Si dimetta prima della nostra sfiducia in aula.

Durante la serata ho spiegato come il genocidio campano sia stato volutamente ignorato dalle istituzioni nazionali per 20 anni. Non ci sono alibi. POTEVANO FARE E NON HANNO VOLUTO. È emblematica la storia da parlamentare di Salvatore Micillo, che in 10 mesi ha fatto più di tutti i "dinosauri" che arredano Montecitorio da 20 anni.

Nei primi giorni della nostra elezione, ognuno di noi scelse la propria commissione. Salvatore andò alla Commissione Giustizia. "Voglio lavorare sui reati ambientali" - mi disse. La sua storia lo precede: viene da Giugliano, ha vissuto vicino ai 300 campi di calcio ricoperti di ecoballe. La famigerata "Taverna del Re", regalo del Pd e del Pdl ai campani. E non si è mai sottratto all'attivismo per difendere la sua terra.

Pochi giorni dopo ci perdemmo di vista. Io fui eletto vice presidente, iniziarono i due mesi più intensi della mia vita. Ognuno iniziava a seguire il proprio settore a testa bassa.
Incontravo ogni tanto Salvatore in aula e ci tenevamo aggiornati. Solo un mese dopo mi chiede di firmare la sua proposta di legge per portare i reati ambientali nel codice penale ed inasprire fortemente le pene: "ti giuro che se ottengo questa legge, posso anche tornarmene a casa" - era carico ed entusiasta e voleva lavorare solo a quello.

Dopo qualche mese gli ho chiesto a che punto fosse la legge su cui stava lavorando: "Luigi sto facendo lo stalker, ogni seduta chiedo al presidente di commissione di accelerare la discussione, ce la possiamo fare".
Tre settimane fa mi ha raggiunto in aula un pomeriggio e mi ha detto: "è fatta, la legge è stata approvata all'unanimità in commissione. A gennaio arriva in calendario dei lavori della Camera per l'approvazione".

Stasera Salvatore davanti a trecento campani ha annunciato che domani a Montecitorio inizierà la discussione della sua legge sui reati ambientali.
Immaginate: 92 MINUTI DI APPLAUSI! A me batteva il cuore.

Questa storia la racconto sempre. Perché in questo esempio c'è la storia dell'Italia: quando non si vogliono fare le cose si inventano scuse (regolamenti parlamentari, costituzione obsoleta, etc.). Quando invece si vuole, le leggi si fanno in un attimo. E viene da chiedersi perché non si è agito in 20 anni.

NOI SIAMO QUELLI CHE VOGLIONO FARE LE COSE, se ancora non si fosse capito.
Stateci vicino e #vinciamonoi