sabato 2 agosto 2014

In Provincia di Napoli la camorra non lascia in pace neanche il pane. C'è un business di forni e farina abusivi che producono un gettito enorme per le attività criminali, un primo risultato però lo abbiamo ottenuto.

Sono stato in Prefettura a Napoli per la questione della panificazione abusiva. Raggiunto insieme al Prefetto un primo risultato.

In Provincia di Napoli la camorra non lascia in pace neanche il pane. C'è un business di forni e farina abusivi che producono un gettito enorme per le attività criminali. Non è solo in gioco la sopravvivenza di tanti piccoli imprenditori campani, è a serio rischio soprattutto la salute dei cittadini.
Questo pane, che poi viene imposto dai clan a ristoranti, salumerie, etc, è cotto in forni con legna proveniente spesso dagli scarti di lavorazione edilizia, in un caso macabro addirittura i carabinieri hanno rinvenuto legna proveniente da bare! I panificatori dell'Unipan che collaborano con i carabinieri per fermare i "forni della camorra", sono sorvegliati a vista.

Come si fa a comprare pane "legale" in questa Regione? Semplice, basta che quello che vendono al market sia avvolto in una busta trasparente e abbia l'adesivo che ne indica la provenienza. Diffidate dal pane non imbustato. A meno che non sia un forno che vende anche al dettaglio.

Due settimane fa ho preso un impegno con l'Unipan, l'associazione di cui è presidente Mimmo Filosa (che ha subito un attentato). Li avrei aiutati su tre fronti:
- chiedere ai prefetti un tavolo per mettere in rete i panificatori che segnalano i forni abusivi, con un coordinamento di tutte le forze dell'ordine del territorio. Il Prefetto di Napoli mi ha assicurato che partirà a settembre.
PRIMO RISULTATO OTTENUTO

- impegnare il parlamento perchè sulle confezioni di farina sia indicata la provenienza del grano (non avete idea di quello che mi hanno raccontato sul tipo di grano che arriva nei nostri porti).
Li farò incontrare con i nostri deputati della commissione agricoltura

- un'ispezione al porto di Napoli per capire la provenienza del grano e lo stato delle aree di stoccaggio