giovedì 4 settembre 2014

Ieri sono stato a Giugliano di Napoli a far visita ad Antonio Frosolone, operaio Fiat dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, in cassa integrazione da 6 anni

Foto: Ieri sono stato a Giugliano di Napoli a far visita ad Antonio Frosolone, operaio Fiat dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, in cassa integrazione da 6 anni. 
Antonio è stato in sciopero della fame e della sete per giorni, pur di accendere di nuovo i riflettori sulla situazione che attraversano ormai migliaia di persone in Italia e a Pomigliano d'Arco. In quella città dove "cassaintegrato" è  diventato uno status a se.
Mi hanno portato da lui i suoi colleghi preoccupati per lo stato di salute: ha sospeso anche i medicinali per la sua cardiopatia. Sono stati molto presenti, pochi mesi fa nello stesso reparto (cosiddetto "confino di Nola") hanno perso una loro collega, suicidatasi per la disperazione.
Abbiamo parlato per diverse ore, mi ha detto che sta iniziando di nuovo a bere e mangiare qualcosa, e di questo sono davvero contento. Mi ha spiegato che ormai si sente inutile per la società e tutto quello che vorrebbe è  "tornare a sporcarsi le mani nello stabilimento," mi ha confessato che a lui andrebbe bene anche incassare la cassa integrazione e svolgere lavori utili per la società, si riferiva ad esempio al risanamento ambientale. Vive a Giugliano, epicentro della Terra dei Fuochi.

Io vengo da quella terra, dove la Fiat ha incassato miliardi di euro dallo Stato per anni e poi è scappata all'estero. Oggi non solo ha lasciato in difficoltà migliaia di famiglie di operai, ma un intero tessuto economico fatto di imprenditori, commercianti e liberi professionisti. Io non me la prendo con la Fiat, ma con la classe politica degli ultimi 20 anni che gli ha sempre fatto da scendiletto.  
Nel 2012 (quando neanche sapevo che sarei stato eletto in Parlamento) ho girato un documentario sui commercianti in crisi. Il film inizia con l'intervista ad un operaio della Fiat. Ecco il video del documentario http://youtu.be/ETbN1a8vXyUIeri sono stato a Giugliano di Napoli a far visita ad Antonio Frosolone, operaio Fiat dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, in cassa integrazione da 6 anni.
Antonio è stato in sciopero della fame e della sete per giorni, pur di accendere di nuovo i riflettori sulla situazione che attraversano ormai migliaia di persone in Italia e a Pomigliano d'Arco. In quella città dove "cassaintegrato" è diventato uno status a se.
Mi hanno portato da lui i suoi colleghi preoccupati per lo stato di salute: ha sospeso anche i medicinali per la sua cardiopatia. Sono stati molto presenti, pochi mesi fa nello stesso reparto (cosiddetto "confino di Nola") hanno perso una loro collega, suicidatasi per la disperazione.
Abbiamo parlato per diverse ore, mi ha detto che sta iniziando di nuovo a bere e mangiare qualcosa, e di questo sono davvero contento. Mi ha spiegato che ormai si sente inutile per la società e tutto quello che vorrebbe è "tornare a sporcarsi le mani nello stabilimento," mi ha confessato che a lui andrebbe bene anche incassare la cassa integrazione e svolgere lavori utili per la società, si riferiva ad esempio al risanamento ambientale. Vive a Giugliano, epicentro della Terra dei Fuochi.

Io vengo da quella terra, dove la Fiat ha incassato miliardi di euro dallo Stato per anni e poi è scappata all'estero. Oggi non solo ha lasciato in difficoltà migliaia di famiglie di operai, ma un intero tessuto economico fatto di imprenditori, commercianti e liberi professionisti. Io non me la prendo con la Fiat, ma con la classe politica degli ultimi 20 anni che gli ha sempre fatto da scendiletto.

Nel 2012 (quando neanche sapevo che sarei stato eletto in Parlamento) ho girato un documentario sui commercianti in crisi. Il film inizia con l'intervista ad un operaio della Fiat.
Ecco il video del documentario: http://youtu.be/ETbN1a8vXyU