sabato 21 marzo 2015

Alla "Marcia della Legalità" contro la camorra e la corruzione

Da ben prima di essere eletto, ogni 19 marzo partecipo alla marcia della legalità in ricordo di Don Peppe Diana, parroco ucciso per mano della camorra a Casal di Principe il 19 marzo del 1994.
In Campania questa giornata è festa regionale in suo onore. Fu condannato a morte per aver diffuso nella sua diocesi un manifesto "In onore del mio popolo non tacerò" che sfidava i clan locali, condannando l'omertà.
Se oggi Don Peppe fosse vivo sono sicuro che al centro di quel manifesto metterebbe il tema della corruzione.
Non esiste mafia, ndrangheta e camorra senza politici e funzionari di Stato corrotti. Le organizzazioni criminali riciclano fondi illeciti tramite gli appalti pubblici, che si aggiudicano grazie a qualche funzionario o politico compiacente.

La maggioranza dei partiti in Parlamento ha massacrato il disegno di legge anticorruzione che avevamo presentato all'inizio della legislatura. Prima lo ha rallentato e poi svuotato.
Sarà perché, tranne il Movimento 5 Stelle, tutti i partiti sono al centro dei principali scandali di corruzione di questo Paese?